Piccolezza

Piccolo. Tutti associano piccolo in modo negativo ad una cosa bella (una cosa che non basta mai) e in modo positivo ad una cosa brutta (una cosa che per fortuna è poca).

Tutti mirano a ingigantire, a fare grandi cose, quando basterebbe farne una piccola.
Cito la frase di Philippe Petit, un funambolo che, intervistato mentre una foto di lui in equilibrio su una corda d’acciaio tesa fra le twin towers faceva da sfondo, diceva: “Nulla è impossibile, si basti ricordare che le piramidi non sono altro che un insieme di granelli di sabbia”.
E vorrei, in proposito, ricordare anche il film “Il favoloso mondo di Amelie”, dove Amelie Poulain è questo. L’amore per le piccole cose. La gioia di rompere la crosta della creme brulè con il cucchiaino. Il sollievo di infilare la mano in un sacco di lenticchie.

Perchè il mondo lo facciamo noi, piccoli uomini, per lo più sconosciuti alla massa. Con le nostre emozioni. Con le piccole cose di tutti i giorni.
Regaliamo sorrisi a chi amiamo con un abbraccio.

In un fiore accarezziamo la vita, come faceva quel piccolo principe sul suo asteroide. Accudiva il suo fiore. Una cosa così piccola, eppure così grande.

[aaah…i “soffioni”. Li chiamavo così. Quanto mi piacevano. Quanto mi piacciono ancora. Così fragili. La paura di perdere “petali” se si porta alla bocca troppo velocemente.

L’effetto neve, sfuocato che si materializza quando li soffi.]

D’altronde anche le stelle ci sembrano solo puntini. E sappiamo bene che sono molto di più.

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8 pensieri su “Piccolezza

  1. Caspita…a volte sei così impegnato a vivere che non ti accorgi nemmeno più delle cose meravigliose della vita. Come i soffioni. Non li ho più visti in giro, colpa mia oppure sono spariti? Che malinconia, ma che bei ricordi…grazie per avermeli portati alla mente…

  2. Sono le piccole cose che all’interno di una giornata mi fanno stare bene. Tipo il caffé la sera, quando i bimbi sono a letto, e mi concedo qualche pagina di un buon libro; o la semplice gioia di leggere una fiaba a Stefano prima di metterlo a dormire, sdraiata con lui sotto al piumone; o ancora rileggere qualcosa che ho scritto, apprezzare le parole che ho scelto, assaporare il senso di ciò che volevo comunicare e ritrovarlo. Se non fosse per le piccole cose una giornata rischierebbe di rimanere anonima, o peggio, solo molto lunga.

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