The Rabbit Hole

C’è un momento nella vita in cui qualcosa ci scaraventa nel “rabbit hole”.

Rabbit Hole, tana di coniglio. Buco nero. Ve la ricordate Alice e il suo viaggio in Wonderland? Quando cadi nel buco non arrivi subito nel paese delle meraviglie, è meno facile di quanto possa sembrare. C’è un viaggio nel buio da fare.

Siamo una fusione di tanti “io” che vivono in universi paralleli. A volte uno di questi “io” cade nel buco. Cerca il bianconiglio per seguirlo e non lo vede.

E’ buio nella tana del coniglio e noi non ci vediamo. Gli occhi fanno male, non si abituano all’oscurità. E per uscire bisogna correre. Ma come si fa a correre da soli nel buio?  Troppo pericoloso, si rischia di cadere. Sentiamo voci nel buio. Abbiamo paura.
E’ allora che vediamo un movimento. Una vibrazione delle foglie di un cespuglio.

Il bianconiglio. O forse è solo un altro “io” caduto nel buio. Che ha il nostro stesso aspetto, ma è sfumatura diversa del nostro carattere. Lo seguiamo.
Corriamo.
Ed è proprio in quel momento che lo sentiamo, è parte di noi.
Nello stesso momento non è più buio. C’è una luce che illumina la tana del coniglio e ci rivela le sue meraviglie. Alberi di zucchero filato, nuvole a forma di mela che sorridono sempre, fontane di note dolci, stelle e sole allo stesso tempo, funghi magici coperti di neve. Ecco la strada per il paese delle meraviglie dove non è mai troppo tardi.
Il paese dove si può bere il the a tutte le ore seduti sul bordo del piattino.

Quello che prima era buio adesso è pietra. E’ il dolore, che no se ne va, ma diventa più sopportabile. E’ pietra che metti in tasca e la porti sempre con te.

Il vuoto che qualcuno lascia quando se ne va è un  po’ diverso di uno spazio da riempire su una libreria. E’ un vuoto che rimane. Ed è per questo che bisogna correre, stringendo il pugno intorno alla pietra nella tasca, inseguendo il bianconiglio e la luce.

E adesso non hai più paura. Nessuna regina rossa ti taglierà la testa.
Il puntino luminoso che ti ha rivelato Wonderland e il bianconiglio che ti ci ha portato ti hanno salvata.

Questa volta.

Forse saranno lì anche alle prossime scivolate nella tana del coniglio.

A correre con te, tenendoti per mano.

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8 pensieri su “The Rabbit Hole

  1. Il tempo. Non è mai tardi o forse è davvero sempre troppo presto ma con un paio di calzini che fanno rumore di amore in qualsiasi delle due ipotesi non ci si perde.
    L’assenza è insopportabile ogni santo giorno come alcune presenze. Ti dico. Che io quel the, che sia matcha con Elisa o semplicemente deteinato ma sempre con Elisa lo vedo.
    Lo sento. Lo assaporo e ne bevo un sorso ogni giorno .
    e tu ci sei sempre.
    Credo che ci siamo un po’ tutti ritrovati.
    Nel buco. Nel tunnel. Proprio davanti all’albero. Davanti la porta o nel lago di lacrime che versa Alice.
    Dentro il pasticcino o giocando a croquet anche se sono più brava a golf con il fenicottero.
    Io direi a carnevale di interpretare alice ognuno a modo proprio ( la butto lì. sono più le dita che sono partite inarrestabili ma possiamo parlarne con calma e organizzarci ) .
    fosse anche solo una foto con una regina di cuori in mano.
    unire le foto.
    e far finta che quel the sia avvenuto.
    solo per accelerare un attimo il tempo eh.
    perchè poi ci sarà ancora.
    un altro e ancora e ancora e ancora.
    mischiando reale virtuale dimenticando e ricordando.

    Segui il coniglio cucciola. Io non ti lascerò mai.
    Te lo prometto.

    • Lo seguo. Sempre Giulia. Sempre.
      E grazie.
      Perchè di quel the ne beviamo davvero un sorso tutti i giorni. Ed è un the speciale. Un the che ha un ingrediente segreto: l’amicizia.
      Ed è un the che non si beve con la bocca ma col cuore.
      E sì,ci siamo davve

    • Lo seguo. Sempre Giulia. Sempre.
      E grazie.
      Perchè di quel the ne beviamo davvero un sorso tutti i giorni. Ed è un the speciale. Un the che ha un ingrediente segreto: l’amicizia.
      Ed è un the che non si beve con la bocca ma col cuore.
      E sì,ci siamo davvero trovati tutti in quel tunnel.
      E facciamolo questo progetto e quando ci vedremo tutte insieme un giorno, perchè so che succederà, ne faremo una con le varie versioni di Alice. Bevendo quel the.

      Grazie davvero Gi

  2. che bel post. che bel commento.
    siamo tutti a turno dentro quel rabbid hole buio che ci porta dove ancora non sappiamo, ma presumiamo che dove arriveremo sia piu bello e piu felice. ma per il momento vediamo solo buio.
    e nel buio del rabbid hole se capiamo di essere in due, se apriamo la mente, se percepiamo altre persone, ci avviciniamo. perchè abbiamo tutti paura. paura di fallire, di non arrivare a wonderland. di rimanere nel buio.
    la paura stessa ci avvicina, la condivisione è quello che ci fa avvicinare. sia di cose belle che di cose meno belle.

    questo rabbid hole cmq appare lunghissimo, anche solo per quanta gente contiene e che non vediamo. o forse siamo tutti ciechi e sordi, non percepiamo che sono proprio di fianco a noi perchè il dolore ci ha resi ciechi e sordi alle presenze, sentiamo solo fruscii inquietanti.

    continuamo a correre, è l’unica cosa certa che non ci farà rimanere nel rabbid hole. altrimenti sappiamo che rimarremo lì, e chi si vuol perdere wonderland? nessuno di noi presenti.

    • E chi se lo vuole perdere wonderland? Nessuno di noi presenti di sicuro.
      Siamo ciechi e sordi là sotto,è così. Ma a volte capita di riuscire a captare il nostro bianconiglio. La nostra lucetta. E allora non ci resta che correre insieme a loro. E wonderland non ce lo perderemo.
      Grazie 🙂

  3. quando ci si accorge di essere nel rabbid hole, si pensa sempre che sia troppo tardi o che tutto sia troppo difficile.
    la tentazione, è vero, è quella di fermarsi, di smettere di.
    la soluzione, strano a dirsi, è davvero semplice. talmente elementare da sembrare assurda. senti qua, non ci crederesti mai. la soluzione è quella di mettere un piede dopo l’altro, piano piano a costo di inciampare. a costo di perdersi. andare oltre. non importa dove. l’importante è non fermarsi.
    perché aspettare di colmare quel vuoto o dimenticare non servirà, non è necessario.
    e allora stringi il porta fortuna che hai in tasca, te lo sei meritato. apri bene gli occhi dopo averli asciugati dalle lacrime e vedrai che uno spiraglio di luce, da qualche parte, non tarderà ad arrivare.
    anche io sono qui, con te nel buio.
    andiamo avanti. ti va?

    e sbrighiamoci ad uscirne che questo thè con le Giulie lo voglio proprio prendere.

    • Mi va eccome. Tu sei una di quelle che nel buio si intravede. Che allunga la mano.
      E allora dai, un piede dopo l’altro e se tu inciampi ti reggo e viceversa. Usciremo e berremo quel the.
      Questo è poco ma sicuro.
      Noi non ci fermiamo nel buio e non abbiamo più paura. Portiamo la pietra sempre con noi, la pietra che non ci peserà, ci proteggerà sempre.

      Grazie Ellli.

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