Felicità e morte. Donne

Fisso il soffitto. Vedo muri sgretolarsi, certezze traballanti.
Mi chiedo se esista davvero la felicità e se davvero sta dietro una porta socchiusa e una soglia pronta da varcare.

Mi chiedo che odore abbia, che suono faccia, se è morbida o pungente. A volte ci passa vicino, non la vediamo ma ne sentiamo la presenza. Ci da un brivido lungo la schiena e sappiamo che c’è. Come la morte. Forse anche la felicità è solo una donna, un po’ come Saramago descrive la morte.
Forse anche la felicità ha le sue frustrazioni perchè si rende conto che non può essere sempre di tutti, quando non vede sorrisi che dovrebbero essere il suo più grande dono. A volte si fissa il soffitto riflettendo su quanto sia strana la vita. Che prende e che da a suo piacimento. Siamo solo pedine di una scacchiera che si chiama mondo, protagonisti di eterne partite fra vita e morte, felicità e infelicità. Luce e buio, nero mangia bianco.

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11 pensieri su “Felicità e morte. Donne

  1. Secondo me la felicità é come l’aria…come l’acqua. E’ inodore e incolore. Ma lo fa apposta.
    Per passare inosservata tra la gente. Per osservare la gente indisturbata. E scegliere.
    E dopo aver scelto, mostrarsi. Solo al prescelto, solo per un momento. E decide di mostrarsi con un brivido, un impercettibile palpito. E se sei il prescelto in quel momento e solo in quello, sai.
    E’ senz’altro donna… le sue sinuose movenze, la delicatezza del tocco. Non può che essere così.
    Capricciosa e schiva, si concede a pochi, talvolta ha un gran cuore e talvolta diviene dispettosa e ti sorprende. 🙂

      • Immagina un piani cartesiano, sulle ascisse il tempo, sulle ordinate la serenità. La curva ha i suoi alti e bassi, ad un certo punto si impenna e sale all’infinito in corrispondenza di un valore delle ascisse, per poi scendere nuovamente. Quando la serenità è massima, tendente all’infinito, lì hai degli attimi di felicità. Spesso il problema è che non ci rendiamo conto di viverli, e a volte non ce ne accorgiamo neanche dopo, guardando indietro. In quest’ottica, carpe diem assume un significato più intenso.

  2. la felicità è solo un momento. Sono quegli attimi perfetti, brevi, in cui tutto ti sembra a posto. Sono casuali e rari.
    Io il soffitto non lo fisso più: ha troppe crepe, sarebbe da tinteggiare, non ne ho voglia. Mi sono abituato a guardare basso, così non vado a sbattere contro i lampioni.

    • eh, è vero. quante testate si danno contro i lampioni! e mh effettivamente a chi va di tinteggiare? meglio guardarsi i piedi va, che poi oltre i lampioni son pericolose pure le pozzanghere 🙂

  3. La felicitá esiste. Ma arriva in punta dei piedi, ti fa compagnia per un po’ di tempo e poi se ne va. È molto impegnata. Fa delle visite. Ma non resta mai per sempre. Ma quando c’è è uno spasso.

  4. La felicità non l’ho mai conosciuta. La morte sì, talvolta. Le immagino come sorelle, l’una spartana, coi tratti affilati e le mani scarne, bianchissime. L’altra la immagino paffuta e colorata. L’una fin troppo fedele, quando ti trova non ti lascia più, l’altra fin troppo libertina. La felicità non l’ho mai conosciuta ma credo non andremmo granché d’accordo, comunque.

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