Caschi di marshmellows

Ci sono delle volte che di notte vado a farmi un giro.
Senza uscire fisicamente di casa, mi sdraio sul letto e mando un sms.

Passami a prendere fra un quarto d’ora, portami su una nuvola.

 Prontamente risponde: il casco di marshmellows te lo porto io, fatti trovare già pronta però eh.

E’ così che ho imparato che i sogni si possono mescolare alla realtà, basta solo la fantasia. Quella che quando non c’è senti che manca qualcosa, quella che quando la serietà è soffocante ti regala un’occasione.

Indosso il mio casco di marshmellows, in un mondo dove non ci si attacca ai capelli.Il motorino non inquina, va a zucchero filato. E’ un mondo dolce, dove le strade sono di meringa e gli alberi di muffin che ti verrebbe quasi voglia di fermarti a riposare sotto uno, dandogli qualche morsetto.

Sai raccontare storie che parlano di Ormai e Nonostante, dove un Bo e un Mh si danno i buffetti sulle spalle. Nonostante è una trottola, indecisa, trotterella su se stesso e sui suoi pattini a rotelle. Bo ha le braccia lunghissime ed è pigro mentre Mh è un tipo interrogativo.

Ormai è un boss della malavita, gonfio e sicuro di sè. Indossa un cappello e porta il pizzetto. Non andrebbe mai nominato.

Li vedo disegnarsi davanti ai miei occhi mentre tu me li racconti, sono nella mia cameretta, piango ed è quasi Natale.

Sai trasformare parole in immagini e lacrime in sorrisi, con la tua bacchetta magica gialla dove galleggiano stelle.

La stessa bacchetta che mi hai regalato perché sapevi che mi avrebbe protetta sempre.

Inventi storie e me le lasci davanti a casa, quando io non ci sono. Una girandola infilata nel vaso, che nessuno nota, tranne me. Una girandola colorata, marchingegno di sogni e favole. Quando c’è un po’ di aria la vedo danzare, prima da un lato poi dall’altro. Si muove piano, timida. Un po’ come facevi tu quando ti ho vista, da dietro la mia colonna. Passi leggeri, tendenzialmente saltellanti. Troppe cose in mano, i capelli legati, disordinata.

E ancora adesso entro nel supermercato e ti vedo da lontano. Troppe cose in mano, i capelli legati, disordinata.

Non sei precisa, te lo dico sempre. Sei frettolosa, fai cadere gli albumi mentre facciamo le torte e la maggior parte del composto lo metti sullo stampo, non nei fori.

Non ti ricordi mai niente, nemmeno che hai mangiato a pranzo o di che colore ho gli occhi.

Sei distratta, assorta, riflessiva. Non ti arrabbi quasi mai e quando ti spazientisci dura pochissimo. A volte faccio finta di non sopportarti per vedere se ti arrabbi e mi abbracci dandomi un ceffone, ma faccio in tempo a stancarmi io per prima.

 C’eri tu, quella sera di Natale a trasformare lacrime in sorrisi disegnati e c’eri tu quella sera in cui avrei voluto strapparmi la pelle perché mi faceva male anche quella.

C’eri tu quando cantavo le canzoni e tu scattavi le foto. Io cercavo di dimenticarmi il male che faceva e tu, tu non lo so, ma c’eri.

Quando ho aperto gli occhi e li hai aperti tu. Una carezza. Un sorriso. Due caffè nelle tazzine gialla e verde che ti piacciono tanto.

Perché tu questo sei. Il giallo. Il verde. La certezza e il rispetto.

Perché se c’è una persona che sa inventare favole quando ne ha voglia, che anche se non fa troppi cuoricini te li lascia sempre in qualche angolo. Di certo sei tu.

Un folletto buono, venuto da quel mondo fatto di caschi di marshmellows e strade di meringa. Un folletto saltellante che regala nani e girandole.

E se c’è qualcuno per cui io ci sarò sempre, ma proprio sempre, senza mai pentirmi di averti dato troppo perché non è mai troppo.

Sei tu. Folletto dagli occhi verdi solo ogni tanto.

Te lo ricordi di che colore sono i miei?

Passami a prendere fra un quarto d’ora, il casco lo porto io stavolta. Però tu lasciami il pistacchio e mangiati il biscotto di Roma, lo sai che lo preferisco il verde.

Se avessi potuto disegnarmi un’amica su un foglio bianco non avrei nemmeno lontanamente pensato di poterla disegnare come te.

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14 pensieri su “Caschi di marshmellows

  1. bene. mh mh. mi schiarisco la voce che pf. che poi neanche servirebbe. non devo parlare.
    è che non sono abituata a sentirmi dire tanto. neanche a dire, lo sai.
    che tu mi vizi. che io poco faccio rispetto a quello che. che tu.
    e non so più scrivere, se mai l’ho saputo fare. divento rossa, lo sai. anche questo sai.
    e fffff

    ce li hai neri gli occhi, no?

    • sempre avuti neri ❤ e io tutto so 🙂 ma che importa. non si fanno le cose per riceverle. si fanno quando si sente che è giusto farle e tu, a modo tuo fai molto di più di quello che.
      è solo il mio modo di dirti ancora grazie. di esistere dico. ora parta una musica romantica e abbracciamoci capra 😀

  2. AH VABBè.
    è la serata del pianto.
    MALEDETTA.

    ed Eli è di una bellezza sconvolgente .
    e tu sei una MALEDETTA.

    iononcelafacciopiuapiangeresempreperoeh.

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