cuoricini ingannevoli: 50 sfumature di amiche

Tenera e coccolosa dai cuoricini ingannevoli.

Marty è così, con il suo cartellino, nascosta un po’ dietro mary in aeroporto. Ella, decisamente più spavalda con il suo cartello altisonante ad acquerello.

Diventa rossa e si nasconde dietro le cuscinate. Coi pollici ci sa fare, ma non eccessivamente.

Marty fa cuoricini ingannevoli, poi dice che sono portatrice sana di violenza. Ci picchiamo e battibecchiamo come se lo facessimo da sempre. Ci tiriamo i capelli, ci prendiamo a cuscinate in faccia, ci schiacciamo i pollici con violenza inaudita.

Il tutto sotto il paziente sguardo rassegnato di Mary. Mary compagna di stalkeraggio e di televendite di Marty. Perchè Marty forse ancora non sa che quando lei non c’è noi cerchiamo di venderla a scatola chiusa.

Marty è una momiji. Sì, quelle bambolette di legno giapponesi che hanno una frangetta perfetta come la sua. Quelle che te le puoi mettere in tasca e portarle sempre con te. Perchè quando vedi Marty ti viene solo voglia di prenderla e mettertela in tasca. E portarla sempre con te.

Marty va con calma e ci da appuntamento alle 10sue (che per una persona normale corrispondono alle 12.45) e arriva sfiancata e “scrabionata” all’ostello.
Ognuna di noi ha prenotata una paranoia e quella di Marianna è proprio la paranoia degli orari. Quindi quando Marianna da l’orario a Marty, le dice sempre un’ora prima (almeno).

In comune, io e Marty, abbiamo il senso dell’orientamento “di un pangolino in coma farmaceutico”. Perdiamo la macchina parcheggiata, perdiamo Marianna se ci allontaniamo dalla riva e. E se uscendo dalla porta della stanza giriamo entrambe convinte a sinistra, Marianna sospira e ci dice solo “Ragazzeeeeee…” costringendoci ad un silenzioso e contemporaneo dietrofront.

Ci ritroviamo cantando su un autobus in mezzo al nulla, da Happy Xmas (a metà agosto, sì. embè? ) ad un meraviglioso Moulin Rouge’s medley che io e Mary interpretiamo alla perfezione.
Io vorrei comprarmi tutte le magliette ignoranti che vedo (in particolare quella con la pecora Ajò) e scelgo il pane carasau in caso di incendio. Marty ci porta a mangiare piatti spagnoli che non sono spagnoli e Mary conosce più strade di lei.

Marty non sa fare la faccia da criceto, ma sta imparando. Mary invece eccelle nel labbro tremulo.
Passa troppo velocemente il tempo, quando stai bene. Passa così in fretta che ti ritrovi di nuovo su un autobus mentre fuori ha fatto buio. Ci sono stelle, arrampicate su torri, ci sono capelli vaporosi, video ignoranti, schiene bruciate e ci sono i Florence and the machine.


Non sappiamo quanto impiegheremo a tornare, ma è ridendo tantissimo che fai volare il tempo e correre le lancette. Proprio quando vorresti fermarle.
Ora che ho conosciuto Marty non posso più attraversare una strada senza sorridere, pensando che ho l’intuito di una striscia pedonale.

Ora che ho conosciuto Marty sorriderò ad ogni piastrella, pensando che ho la scaltrezza di una mattonella scheggiata.

Ma d’altronde questa è solo una storia di cuoricini ingannevoli e cuscinate soffici come capelli che fanno puf puf.
E’ una storia che sa di frastìmi e profuma dell’Aloe della signora Concetta, che Mary con dedizione e immmmmane pazienza mi ha messo sulle bruciature.

Sono manate di amiche, alcune rosse sulla schiena, altre fresche di aloe.

E’ solo un arrivederci, trascendentale.

E sono solo stelle che fanno la guardia, arrampicate sulla torre, proprio là dove noi balliamo e saltiamo. E fermiamo il tempo con un click.

E allora grazie sa pippìa pitticchedda e grazie anche a te, trascendentale spalmatrice di aloe e doposole nonchè compagna di televendite senza vergogna 🙂

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12 pensieri su “cuoricini ingannevoli: 50 sfumature di amiche

  1. Sì, però, cavolo.
    Così rovini la mia aria da dura 😉

    (ma sì. lo sanno tutti che la mia aria di sufficienza è finta come una moneta da 5 euro e che in realtà sono tenera e pucciosa come il burro Puccio. Vi lovvo.)

  2. ❤ e non dico altro, perché lo sai già.
    (..magari potrei aggiungere giusto qualcosina sulla vendita a scatola chiusa, ecco. ma ne discuteremo la prossima volta, davanti a un piatto di burrida.. quel piatto spagnolo che vi piace tanto, sì. :p)

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