Torino Magica

E’ un po’ così, al volo, che ho organizzato una toccata e fuga a Torino.
Nonostante fosse da un po’ che la bramavo per un desiderio, con il quale convivevo ormai da anni, viscerale di visitare i musei egizio e del cinema.

Ho approfittato della presenza dei miei amici sabaudosiculi in patria e ho deciso di andare a rovinargli il uikend. Così giusto per non smentirmi. Certo mi ha fatto un po’ strano vederli in un posto che non fosse la trinacria.

Ma andiamo con ordine. Sono nipote di torinesi importati dalla trinacria, ma Torino non ho mai avuto occasione di. Ricordo una mia foto di quando ero piccola. Con i boccoli biondi e un cappello rosa correvo in un parco torinese.
Ora non ho i boccoli e sto camminando estasiata accanto a una sicula che mi fa da guida turistica e che, non si mette in dubbio, conosce meglio Torino della sua città.

Dormo nell’hotel di Mozart, un posto davvero elegant-kitch ma allo stesso tempo affascinante. Se non fosse per il cartonato di Mozart che ti accoglie e la vetrinetta con la miniatura di Mozart, del suo pianoforte, del suo cavallo, del suo spartito di. Va bè insomma un po’ esasperata la sua presenza. Mi stupisco di non averne incontrato il fantasma.

I torinesi sono tutti estremamente gentili e da Gobino ti rifanno il caffè se te lo rovesci addosso appena te lo portano. Insistono per rifartelo e pure sorridendo. Mentre io sorseggio un bicerin estivo e mi rendo conto di volerne almeno altri 30.

Sfoglio il libro “Torino Magica” e scopro che è nato prima il bicerin del gianduiotto e, guardandomi intorno, mi rendo conto che Torino è magica davvero.
Totalmente diversa da Roma. E se a Roma si respira l’eterno e la storia delle pietre, a Torino spicca quel sapore di eleganza e precisione. La particolarità del dettaglio e del mattone granata.

Quando siamo entrati nel museo Egizio ho pensato per un attimo che mi sarei sentita male. Cioè nel senso che sarei stata così felice da svenire. E in quella stanza dalle pareti nere che sembra trapuntata di stelle, dove le statue ti guardano dall’alto.

Bè. Ho avuto seria difficoltà a non piangere. Perchè, come sempre dico, l’Egitto è l’unica civiltà che a scuola studiavo con piacere, che mi ha sempre affascinata con la loro scrittura e con i loro costumi e tradizioni.

Sono un po’ pentita di aver rifiutato la torta appena sfornata della gentilissima signorina torinese, mentre sedute in vetrina parlando di nani e di librerie abbiamo riso fortissimo.
Come sul tuo terrazzo da dove si vede l’Etna.

Abbiamo preso l’ascensore e non ho avuto molta paura. E a dirla tutta forse nemmeno tu.

Il museo del cinema non lo posso raccontare perchè non credo di avere le parole per farlo, ma posso raccontarlo con qualche immagine. E’ sorprendente. Dalla prima pellicola ad Alien, passando per Colazione da Tiffany ed inciampando in Eyes Wide Shut.

Una spirale in salita fra foto di volti che hanno segnato la storia del cinema, da Alberto Sordi a Hitchcok, da Mastroianni a Lynch.

Di notte poi, piazza Castello è indescrivibile. Le fontane sono spente, le luci sono magiche. Palazzo reale e palazzo Madama bianchi e scintillanti, mentre passa ancora qualche autobus.


Partendo dalla Gran Madre, con la sua cupola azzurra luminosa, mi ritrovo camminando, un po’ smarrita, con il naso all’insù. La Mole illuminata da quell’orrendo tricolore. I portici pieni di gente. Mi sembra di essere nell’800, fra dame e carrozze.

Forse sta proprio qui la magia più grande di Torino. E’ come vivere in un’altra epoca. Di merletti e profumo di gianduia.
Vertice bianco e vertice nero, Torino sprigiona davvero fascino.
E’ inevitabile cercare di carpire la storia di ogni signora che incontri sotto i portici, o magari di quella un po’ strana seduta da sola al tavolino di un bar.

A Torino regna la precisione, sì. Non si passa con il rosso, le persone non sono nervose. E se entri tardi al museo e rimani attaccata alla teca di un papiro lungo 7km con la bava alla bocca arriva una signorina gentile a ricordarti che hai solo mezz’ora per vedere altre sei sale.
A Torino si può entrare in un negozio di scarpe da ginnastica in tre e se ne può uscire in sei. Cioè insomma, tre persone e tre scatole.
A Torino si può entrare in un negozio di cover per iphone in due e se ne può uscire in quindici. E non staremo ad elencare in quanti si esce da Tiger o da Fnac che non mi sembra il caso.

A Torino c’è El cit Prinsi in quasi tutte le librerie. E a Torino ci sono le pastiglie Leone.
A Torino c’è piazza CLN e se non hai ancora visto Profondo Rosso guarderai con un po’ di disinteresse quella finestra mentre una bambina saltellante scatta foto con la tua reflex, per poi capire in seguito a che scena appartiene il luogo fotografato. E riderai acquistandoti il dvd e guardandotelo sul Frecciarossa che ti riporterà a casa scrivendole un sms dove dirai alla bambina saltellante che no, non hai indovinato l’assassino alla prima scena.

Forse poco tempo per godersela a pieno, ma indubbiamente la prossima volta saliremo in cima alla Mole e no, nemmeno là avremo paura.

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11 pensieri su “Torino Magica

  1. ahahahah Torino mi manca da visitare, e dopo l’ultima foto BELLISSIMISSIMISSSSSIMA balza di botto nella top list! voglio una foto con una faccia come la tua in quell’ultima foto con Maghetta! siiiii per favoreeeeee!!! ahahahahhahah

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