Cefalù. dove il mare è mmm blu?

Verde. Il mare a Cefalù è di quel verde che. Che non è proprio verde, ma più un verde sottotono 32 mac. Cosastodicendo? niente.

Che a Cefalù il mare è verde.

Arrivando a Cefalù si inciampa in un locale dove servono l’aperitivo. Si inciampa nel senso che la signora è così gentile che non puoi fare a meno di fermarti. Soprattutto se è ormai pomeriggio e ancora non hai pranzato.
Esso consiste in dieci piattini di bruschettine tutte diverse e fatte sul momento, accompagnate da un bicchiere di vino bianco buonissimo del quale non ho (mannaggialamiseria) chiesto il nome.

Patè di pomodori secchi (aiuto. lo voglio ora. ora. ho detto ora.), melanzane, peperoni, patè di olive, composto di pomodori secchi origano e olive, rape rosse e cipolla, caponata piccante. E insomma. Un tripudio di sapori freschissimi e davvero una varietà infinita.

Cefalù è piena di vicoletti in salita, caratteristica di molti paesi siculi. Vicoli stretti con i panni stesi svolazzanti e le signore che si parlano da un balcone all’altro.
Sembra che non sia passato il tempo lì.
Sembra tutto fermo a quando venivano lavati i panni nel lavatoio medievale.

Il lavatoio medievale è un posto intriso di magia. A parte ricordarmi le storie di dame e cavalieri, la scalinata quasi a spirale coperta dalle fronde di un albero enorme da un senso di pace e fa apparire davanti agli occhi immagini di un tempo. Quando le donne andavano a sciacquare i panni nelle vasche poste sotto una volta di pietra.

Puoi quasi immaginare il loro chiacchericcio mescolarsi all’acqua che scorre dalle bocche poste sulle pareti.

E poi c’è il duomo.
Probabilmente il più bello di cui ho ricordo.

Posto in alto ad una scalinata, svettante con le sue torri che fanno capolino fra le palme che ornano la piazza sottostante.
Due statue poste al cancello sembrano fare la guardia e guardano dall’alto chiunque varchi la soglia. Non mi meraviglierei se qualcuno le avesse sentite bisbigliare. Sono lì, segnate dal tempo e dal muschio. E non giudicano. Osservano.

L’interno mescola diversi stili. Arabo, bizantino, latino, nordico.
I mattoni sembrano quasi rosa, illuminati dalla luce che filtra dalle coloratissime vetrate.

Archi, colonne di granito sormontate da capitelli romani e bizantini, soffitti con travi in legno, mosaici dorati.
Un mix perfetto di culture e arte. Arte allo stato puro.

Quando uscendo alzi lo sguardo verso le volte, che continuano anche nel porticato esterno. E vedi spuntare le nuvole. Bè.
Ti gira un po’ la testa. Ti sembra di non riuscire a tenere tutte le immagini stampate nella memoria ed esasperi il click della macchina fotografica, del fisheye dell’iphone che da quel tocco di eterno. Maestoso. Importante.

Quelle pietre rossicce. Quelle statue muschiate. Quel chiostro silenzioso.

Ti sembra di sentire i cavalli scalpitare, le armature sferragliare, le spade sibilare.
Mentre le donne lavano i panni, i bambini corrono litigandosi un pezzo di pane. C’è quello che sta facendo il mosaico e lo attacca pietrina dopo pietrina.

E tu fai così. Prendi un’immagine dopo l’altra e te le attacchi dentro.
Pietrina dopo pietrina, a costruire un mosaico di ricordi.
Assimili tutto il possibile.

E hai messo da parte un pezzo di quel mosaico che è la vita.

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10 pensieri su “Cefalù. dove il mare è mmm blu?

  1. mi hai fatto venire voglia di andarci lì, e sì, sappiamo io e te che non è una meta “ambita” per il mio modo di concepire il viaggio.. Eppure..
    complimenti bestia.

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