Maschere

Le maschere avevano sempre avuto un’influenza particolare su di me.
Capaci di attrarmi e terrorizzarmi al tempo stesso.
Come quando sei piccolo e sbirci i film horror fra le manine davanti agli occhi. L’oscuro che attrae, mentre ti genera paura dal profondo.

Che buffo, pensai, mentre passeggiavo tranquillamente lungo la via ingiallita dall’autunno. Un negozio di maschere.

Non mi ricordavo di averlo mai visto. A dirla tutta ero quasi sicura che in quel punto ci fosse un negozio di giocattoli.

Mi avvicinai un po’ inquieta alla vetrina.

C’erano maschere di ogni tipo e genere. Dalle veneziane alle maschere di mostri in esposizione per Halloween.

C’era qualcosa che, come quando ero piccola, mi diceva di entrare e qualcosa che mi diceva di girare i tacchi e allontanarmi velocissimamente da quel posto che non presagiva nulla di buono.
E proprio come quando sei piccolo e sbirci fra le manine i film horror, decisi di entrare.
C’era un cartello un po’ sbiadito “Aperto” sulla porta, sembrava fosse in uso da molto tempo.

Afferrai la maniglia e il cuore mi batteva forte.
Mi feci coraggio e spinsi la porta.
C’era un corridoio stretto all’ingresso, pieno zeppo di facce appese al muro. Erano talmente reali, alcune di loro, che sembravano teste vere. L’adrenalina del terrore.
Che stupida, pensai, sono solo maschere accidenti!

Mossi qualche passo vacillante. E mi ritrovai dove il corridoio sfociava in un piccolo spiazzo, davanti al bancone.
Rimasi sconcertata vedendo che la figura dietro il bancone indossava una maschera bianca.

Aveva i capelli neri.

Mi fece cenno di avvicinarmi. Qualcosa mi rimbombava nella testa e mi diceva di uscire subito.

Ma io mossi un altro passo in avanti.

Appoggiai le mani sul bancone. E fissai la ragazza, o per lo meno pareva che fosse una ragazza, dritta negli occhi. D’altronde era l’unica parte del suo viso che potevo vedere. Mi guardava anche lei, sembrava che sorridessero dietro a quel polistirolo sottile bianchissimo.

Lei mi accarezzò i capelli.

Mi porse una mappa. Era la planimetria del negozio. Mi voltai ed identificai intorno a me le maschere presenti sul foglio.

Mi porse la mappa e mi pregò di scegliere un posto. Per la mia testa.

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4 pensieri su “Maschere

  1. ma perchè santo dio?
    io quando leggo maschere devo fuggire, tu invece ci ricami su gli horror.
    maledetta tu.
    quando ti vedo stasera ti do le botte (con la maschera indosso).

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