Forbici e neve

Era quasi un anno che lo premeditavo ed è quasi incredibile come io abbia le idee maniacalmente chiare a volte.
Ma forse dovrei andare molto più indietro, a quando quella sera prima di Natale io e Angela abbiamo guardato quel film, e alla fine fuori nevicava.
La neve mi ha sempre ricordato Edward. Fredda come le lame delle sue forbici, fragile come lui, dolce e silenziosa.

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Edward con il suo sguardo perso nei sogni. Con i suoi vestiti troppo larghi (non era il mio caso ok, ma non fatemelo notare. grazie.) e le sue mani troppo ingombranti.

A disagio fra la gente normale.

Estasiato dalle piccole cose apparentemente banali.

Fin da bambina ho sempre pensato a lui come ad un artista. Ok si d’accordo è un personaggio di un film, ma. Ma lui era così simile a me. Volevo muovere le matite come lui muoveva le forbici. E volevo creare come lui creava forme con le siepi e il ghiaccio.

E ho deciso che per una notte volevo essere lui. Volevo avere lame nelle mani e lo sguardo perso. Non che cambiasse di molto la situazione, sarebbe stato opportuno avere anche vestiti troppo larghi, ma. Ma non è questo il puntoooooo.

Lui, il mio migliore amico di un tempo. Quando quella sera, guardando la neve, io e Angela ci siamo guardate: “E’ Edward, sta facendo un angelo di ghiaccio per noi”.

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