Ruzzle e Volpini

Ormai nel quartiere si era sparsa la voce. Troppe code di volpini davanti alle porte, troppe grida nella tranquilla strada.
“Quanto è sparitto mio folpino ho penzato supito a racazza di pelle diafana con fototipo metiterraneo ja” disse la signora intervistata dalla tv locale.
Ella si era fatta un po’ prendere la mano.

Da quando quella stupida bionda faceva tardi all’appuntamento serale “spetta che lo sai, ci tengo a fare il mio lavoro in maniera seria. ti ho detto che devo cotonare il volpino della vicina. dai non fare così! aspetta cinque minuti! mi paga!”.
Ella aveva sopportato per mesi, ma poi aveva iniziato a innervosirsi.

Aveva preso un po’ troppo sul serio le partite a ruzzle che ogni sera si consumavano dopo la mezzanotte, fra palpebre cadenti e sbeffeggiamenti arditi.
Poi quel lavoro. Si ruppe qualcosa. La quotidianità stravolta, si sa che crea problemi a lungo andare.
Ella non l’aveva accettato. Furiose liti, malumori.
Fino a quel giorno in cui squillò il telefono della bionda.
“Signorina sono costretta a licenziarla. No non è colpa sua, ma.”
un pianto isterico perforò i timpani della bionda che lentamente agganciò.
Prese in mano il suo iPhone e aprì gtalk “Giochiamo?”

“Giochiamo :)”

I volpini sfasciano le famiglie, questa è una grande verità.
Ma ruzzle le unisce.

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13 pensieri su “Ruzzle e Volpini

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