Londra sopra: il viaggio nel viaggio (part 1)

Londra è una di quelle città che ti immagini in un modo e che quando ci arrivi rimani stravolto per quanto ti sei sbagliato.

Non so perché non avevo un’idea chiara di Londra. Non la immaginavo così regale, nonostante sede della monarchia più “famosa” del mondo.

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Vivo l’idea di Londra da quando entrando in camera della bionda vedo gadget londinesi ovunque e quando mi dice “andiamo” non posso che assecondare senza ombra di dubbio.

Quale migliore guida di un’amante della città?

Londra sopra. Cito Gaiman, perché iaia ed eli mi dicono di leggere Neverwhere mentre sono in viaggio, perché così posso fare un viaggio nel viaggio. Londra sopra e Londra sotto.

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E in effetti è un viaggio che faccio a più dimensioni parallele e comincia esattamente quando, atterrate a Gatwick, sposto indietro di un’ora l’orologio.

Intorpidite di sonno dopo una notte passata all’inferno (collocato nelle partenze internazionali di Roma Fiumicino T3) beviamo il primo orripilante caffè.

Il cielo è grigio, le nuvole non si distinguono, un po’ come le case. Tutte uguali e tutte diverse le case di Londra.

Colori scuri.

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Londra è una città nera, vertice del triangolo di magia nera insieme a San Francisco e Torino, ti fa respirare un’atmosfera che a tratti ricorda appunto i migliori film dell’orrore.

Anche le case hanno un aspetto magico, a tratti sinistro.

La prima tappa è Covent Garden.

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Cito testualmente da santa Wikipedia ” Il suo nome attuale è una storpiatura di “Convent Garden”: tra la fine del XII secolo e gli inizi del XIII, infatti, vi sorgeva l’orto di un convento.”

C’è una piazzetta osservabile dall’alto a Covent Garden dove, fra i tavolini di un caffè, si esibiscono artisti di strada di ogni genere e varietà. Dai musicisti agli illusionisti.

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Il perimetro della piazzetta è circondato da negozietti di ogni genere, dal negozio di giocattoli antico alla bakery dove vendono i cupcake più inguardabili e kitch della storia.

Covent Garden ospita uno dei mercati più famosi di Londra, nonché il ristorante di Jamie Oliver (che è giusto amare e venerare a prescindere). A Covent Garden io sono riuscita a comprare una papera di gomma vestita da Shakespeare per Bianca. Ero ancora ignara del fatto che Londra fosse la capitale delle papere di gomma.

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Da Covent Garden si finisce a Chinatown. Cammini cammini e attraversi epoche ed etnie. Dal mercato più antico di Londra alla capitale dell’Oriente. Lanterne e leoni di pietra fanno da cornice ad una spropositata quantità di ristoranti e negozi orientali.

Fra questi ricordiamo il “all you can eat all’angolo che si sposta ogni 4 minuti”. Perchè ce la siamo girata tutta Chinatown. Almeno 5 volte e quel ristorante all’angolo non l’abbiamo mai più trovato.

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A Chinatown c’è l’equilibrista dei noodles in vetrina e la signora che, alla vetrina accanto, imbottisce ravioli al vapore.

La British Library si immerge nel cielo grigio del secondo giorno. Là dentro dorme una quantità esorbitante di manoscritti e trattati e libri e. E pezzi dei Beatles improvvisati su foglietti di carta e biglietti di auguri, la Magna Carta e la lettera in cui Darwin dichiara di credere nella selezione delle specie.

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Newton si staglia all’ingresso della British Library, maestoso e cupo, disegna cerchi con il compasso sulle nostre teste.
C’è Alice che corre dietro bianconigli per la prima volta e c’è, al centro dell’edificio, una torre di oro di tre piani che contiene The King’s Library (la “Libreria Reale”), con 65.000 volumi stampati insieme ad altri opuscoli, manoscritti e mappe raccolti dal Re Giorgio III tra il 1763 ed il 1820.

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Dalla cultura alla frivolezza, basta attraversare una strada. Da St. Pancras a King’s Cross.
King’s Cross è una delle stazioni metro più grandi di Londra, nonché stazione ferroviaria che nasconde il binario 9 3/4 fra i binari 9 e 10 dal quale Harry Potter & Co. si dirigono ad Hogwarts.

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Puoi scegliere la sciarpa della casata che più ti si addice e farti un intelligente quanto doverosa foto mentre saltelli aggrappata ad un carrello infilato per metà nel muro. La fila di persone che troverai sarà composta per l’80% da adulti e il 20% da bambini.
Ah, la maturità.
Da ricordare anche il signor lanciasciarpa che si premurerà di farti svolazzare la sciarpa al momento dello scatto.
A meno che tu, come me e la bionda, non approfitti del momento del cambio del signor lanciasciarpa sperando così di essere meno imbarazzata e sentirti un po’ meno scema.

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Rimanendo in tema di frivolezza una tappa obbligata che la Bionda si è premurata di non farmi mancare è la visita da Hamleys.
E’ camminando su ogni metro quadro di quei sei piani di sogni che ti accorgi di non essere mai cresciuto del tutto.
Si aprono porticine di ricordi legati ai giocattoli e se ne costruiscono nuove.
Porticine che ti lanciano in un mondo incantato, in un mondo tutto tuo. Una realtà parallela che si sviluppa fra bolle di sapone e mattoncini colorati.

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Allora risali sulla metro e corri verso la prossima porta. A Londra sopra o sotto che sia…

(to be continued…)

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7 pensieri su “Londra sopra: il viaggio nel viaggio (part 1)

  1. Io l’ho sempre detto che a Londra ci si può tranquillamente vivere. E’ l’unica città visitata (non che siano millemilamilioni, ma un pò sì ormai dai..) che mi ci ha fatto davvero pensare.. Bestia, se un giorno emigriamo, sapranno dove trovarci, ma non sapranno se saremo ‘sopra’ o ‘sotto’.. 😉 [ah, qui si aspettano le altre puntate eh..]

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