buio

Fuori è buio.
Seduta sul pavimento raccolgo brividi da terra.
Fuori è buio, non fa caldo e non fa freddo.
Sale in testa quel cerchio di leggera ebbrezza.

E’ l’affanno di una corsa dietro le cose non dette, o quelle dette fra le righe.
Cammino sotto braccia di alberi immobili. Gioco a scavalcare le ombre.
E’ buio, ma ti vedo.
Ti vedo negli occhi e ci salto dentro come si salta in un burrone.

Cadere non mi fa paura, sono sempre convinta di potermi rialzare.

Fuori e buio e il pavimento accetta i miei palmi come in un rito.
Come in un gioco.
Mangio pedine avidamente e sottomessa piego la testa alla Regina.

Seduta sul pavimento “resisto alle difficoltà e ai cambiamenti.
Pensando che può non durare, è l’ultima volta sì, meglio così”.
D’altronde è questo quello che siamo. Corone di spine sulle nostre stesse teste, ricamatrici di fantasie nere e di tele bianche.
Siamo sogni infilati sotto il cuscino. Siamo capelli spettinati dal vento. Siamo quello che non siamo, quello che vorremmo essere.
Siamo sempre uguali ma mai le stesse. Schegge di vetro colorato che si dimenano e si ricompongono in forme diverse.
Siamo il sangue che ribolle, quella cosa che si sveglia intorpidita e palpita veloce per poi tornare a dormire.

Quando fuori è buio,

noi siamo.

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3 pensieri su “buio

  1. Tanto poi la nostra vera natura riesce sempre a evadere. quello che vorremmo essere scompare, ogni tanto, e torniamo noi. per poi pentirci e rimetterci la corona di spine in testa.

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