Londra: birra e freaks

Camden Town? Il Paese dei Balocchi.

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Un altro mercato, sì. Ma al contrario di Harrods e di Covent Garden che vede come protagonisti i ceti un po’ più sopraelevati, Camden Town è il mercato degli “alternativi”. A me piace chiamarli Freaks e mi piace definirmi freak, in autonomia.
Quando ero più piccola, per noi ragazzini dell’Emilia bassa, la Montagnola di Bologna era una delle mete più ambite per le fughe da scuola e per la trasgressione in genere.

Camden Town non la posso definire la Montagnola di Londra perchè Camden Town va un attimino oltre.

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E’ un esplosione di colori camminare per questa moltitudine di negozi stranissimi.
Bancarelle di ogni genere e gusto, dai tatuatori in strada alla vendita dei lecca lecca alla cannabis.
Camden è lo spirito di essere liberi di mostrarsi per quello che si è.
Se hai la cresta, se hai i piercing, se ti fai le canne o se semplicemente sei “diverso”. Che sia ai tuoi occhi o a quelli degli altri poco importa.

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Tanti artisti espongono abiti disegnati da loro, oggetti fatti a mano a prezzi veramente irrisori. C’è talmente tanta scelta che non sai davvero cosa comprare.

Nel cuore di Camden si sviluppa poi una parte dedicata al cibo. Una successione (infinita) di bancarelle che cucinano piatti tipici di tutto il mondo e un’area centrale di tavoli e panche (da notare le panche fatte con le vespe perchè. perchè sono veramente oltre.)

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dove poterli consumare.

Anche qui la chiave è la multietnicità delle persone e dei prodotti. Un vero e proprio “insalatone” di stili e scelte di vita.

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Siccome sto parlando di trasssssgresssssività (ma de che) parlerò della birra.

Io che fino a qualche anno fa la odiavo la birra.
(C’è coerenza in quello che scrivo o sbaglio?)

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Dicevo, io che fino a qualche anno fa non apprezzavo la birra ho lentamente imparato a conoscerla. Prediligo la rossa sopra ogni altra cosa, ma ho scoperto che anche le bionde non sono da sottovalutare.
A Londra ho fatto la conoscenza della birra con il sidro. E ciao. Da quel momento è stato amore.

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I Pub Londinesi hanno quel fascino antico del legno scuro e dei boccali onnipresenti sui tavoli (quelli che più hanno fascino su di me sono quelli alti dove ti puoi appollaiare sullo sgabello, lo ammetto).

Sono accoglienti, le luci sono soffuse, ci sono specchi e quadri che ricordano le stampe antiche delle vecchie pubblicità. Sono note calde l’oro delle spillatrici della birra e i colori delle birre stesse, che si intonano perfettamente al legno scuro dell’arredamento.

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Poi capita quella sera che entri in uno di questi e sei circondato da sordomuti senza capire esattamente dove sei finito.
Poi trovi quello di fiducia che oltre la birra ha pure il caffè buono ad un prezzo decoroso (a Londra un caffè costa quanto mezzo litro di birra. per capirci. e spesso fa pure schifo.) (iaia amore quando leggi sappi che comunque il tuo fa più schifo ❤ ) ed è a due passi da Trafalgar Square eh, micacazzi.

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Insomma: pub londinesi pollice alto. Birra con il sidro: 10 e lode. Camden Town: almeno 342309438209 sterline da spenderci portatevele.

Poi alla valigia dove non ci entrerà nulla, di quella parleremo in un altro momento.

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13 pensieri su “Londra: birra e freaks

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