specchi e finestre sul mare

guardo fuori.
a tratti piove.
sbarro gli occhi all’improvviso convinta di essermi addormentata su un prato, mentre una gradevole brezza mi accarezzava i sensi.

vedo solo specchi intorno. sento il sapore ferreo sulle labbra.
eri qui. e gli specchi non c’erano, gli specchi ero io.
io che ti guardo con i tuoi occhi, tu che mi guardi con i miei.
scambiandoci il riflesso di quello che siamo e non siamo.

forme.
ombre.
mi guardo e non vedo niente. mi guardo e non ho più occhi, rimangono due fessure nere dove c’era una finestra sul mare.
lo mando in mille pezzi, quello specchio che ero, assicurandomi almeno 7 anni di sfiga. Cadono lacrime da quei buchi neri, come cade sale sulla carne viva.

Brucia.

siamo animali da circo che si dondolano su un’altalena appesa alle nuvole. perché la vita è questo, un’altalena.
un attimo stai toccando il cielo con un dito e ti ripeti che di più non potresti essere né avere. l’attimo dopo senti il sapore del sangue perché sei caduto e ti sei sbucciato anche il cuore.

che importanza ha se segui un organo o l’altro quando decidi?
il cuore è per gli sciocchi, il cervello per chi ragiona e basta.
dovresti seguirli entrambi. nessuno di loro ha ragione. nessuno di loro eviterà a qualcuno di soffrire.

siamo nati per osare,
amare e soffrire.
soffrire e poi ritrovare il piacere dell’aria nei polmoni.

poi magari un giorno ti svegli e il prato, dove ti sei addormentato, ci sarà ancora.

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8 pensieri su “specchi e finestre sul mare

  1. “siamo animali da circo che si dondolano su un’altalena appesa alle nuvole. perché la vita è questo, un’altalena.
    un attimo stai toccando il cielo con un dito e ti ripeti che di più non potresti essere né avere. l’attimo dopo senti il sapore del sangue perché sei caduto e ti sei sbucciato anche il cuore.”

    me lo stampo, dovresti farlo anche tu. aspettative, ricordi? non bisogna mai averne. godere dei momenti, attimo dopo attimo. vita è.

    sorridi.

  2. gli occhi ingannano. (mortacci loro, quanto ingannano.)
    c’era una volta un tizio che si chiamava zhuang ji che ha scritto qualcosa del tipo: mi sono addormentato sotto un albero e ho sognato di essere una farfalla ma quando mi sono svegliato non sapevo più se ero l’uomo che sognava di essere farfalla o la farfalla a sognare di essere uomo.
    e boh, mi è venuto in mente. ho un dubbio rapporto con la “realtà”. non so cosa succede davvero o cosa è accaduto. una volta che è passato è un ricordo, un sogno. eppure ce ne sono tanti tipi diversi e alcuni segnano, fisicamente. in genere sono quelli che poi si ripresentano anche di notte.
    (molto confusa si.)

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