Londra: un ponte sul tempo

E’ davvero che quando lo vedi in lontananza smetti di respirare.

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Il Tower Bridge che non è il London Bridge (e tutti si confondono mh) si staglia nel cielo grigio con le sue due maestose torri a sorreggere uno scivolo azzurro. Un ponte mobile. Bellissimo nella sua pacchianità, colori troppo accesi, troppo. Eccesso. Emozione. Colore.

Lo hanno chiamato Tower Bridge perché collega il distretto di Southwark  alla Tower of London.

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Me lo ricordo bene il capitolo sul libro delle superiori dove si parlava della Torre di Londra. Mi affascinava e ricordo di averlo studiato con piacere (cosa assai rara siccome avevo anche un rapporto un po’ conflittuale con la professoressa). Mi ricordo dei Beefeaters, i guardiani della torre. Mi ricordo dei Boia e delle decapitazioni.

Anna Bolena, Tommaso Moro, Elisabetta I, Mary Stuart.

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Mi hanno  sempre affascinato le storie (vere e non) dove si parlava di castelli e torri, mi hanno sempre attratto queste vicende nere e crudeli. Ma la storia che più mi attrae legata alla Tower of London è la storia dei corvi.
Pare ci siano sempre stati almeno sei corvi nella residenza, fino a che un astronomo reale protestò per il fastidio provocato dai corvi durante le sue osservazioni. Carlo II però ricevette voce di una profezia che diceva che il giorno in cui non ci fosse stato più nemmeno un corvo nella torre, sarebbero caduti l’intero regno e la monarchia. Fu così che l’osservatorio fu spostato a Greenwich.
Pare, poi, che al termine della seconda guerra mondiale la torre rimase senza corvi, uccisi dallo shock dei bombardamenti. Pare, inoltre, che paralizzati da questi danni psichici siano stati mangiati dalla famiglia reale, rimasta priva di viveri e da questo episodio J.K.Rowling prese ispirazione per la creazione dei famosi Mangia Morte.
Dagli archivi risulta un solo corvo sopravvissuto ai bombardamenti, ma in ogni caso dalla riapertura del ’46 la comunità dei corvi è stata ripopolata e la leggenda è ancora in piedi.

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Passando con la bionda vicino alle mura della torre abbiamo sentito un sacco di urla provenire dall’interno. Dicono ci siano i fantasmi. Purtroppo la troppa fila e il troppo poco tempo mi hanno frenato dall’entrare a visitarla, ma è una delle cose che metterò al primo posto per il ritorno a Londra.
E’ importante ricordare lo splendido negozio di souvenir della Torre di Londra che ti vende dai peluche dei corvi ai libri di cucina più strani e belli che io abbia mai visto (ad esempio quello sui vari tipi di the e su cosa accompagnarvi dai dolcetti alle marmellate).

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Per arrivare alla Tate Modern e al Globe Theatre si attraversa un ponte. Il Millennium Bridge.  325 m di acciaio collegano la galleria d’arte moderna a St.Paul.

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Per gli appassionati trattasi del ponte che viene fatto saltare per aria dai Mangia Morte (per l’appunto) in Harry Potter e il Principe Mezzosangue, quindi camminarci sopra mette anche una discreta ansia.

La Tate Modern è un posto che non puoi fotografare. Nel senso che fotografarlo non servirebbe a nulla. Fotografare l’arte moderna significa non essere concentrato ad assorbirne forme e colori, non essere pronti ad averne le proprie visioni. A cercare un perché in qualcosa che non può averlo.

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Poi uscendo alla destra della Tate, c’è il Globe Theatre. O meglio la ricostruzione del Globe Theatre. A me fa pensare a Shakespeare in Love. E quindi. Click.

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Credo che il Tower Bridge sia il monumento che più mi abbia affascinato di Londra. Forse perché davvero quando lo vedi da lontano ti chiedi “ma perché hanno dovuto farlo di quel colore orrendo?” e mano a mano che ti avvicini inizia a mancarti il fiato.
E’ sfavillante e spettrale allo stesso tempo, nascosto dietro mani ossute di rami d’albero. Racconta storie.

E ora racconta anche un po’ la tua, che sei passato di là.

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11 pensieri su “Londra: un ponte sul tempo

  1. che bello…mi hai fatto rivivere le emozioni che ho vissuto la prima volta a Londra…Tower Bridge, tower of London..e il Globe theatre, io fissata con shakespeare ho pure pagato il biglietto pomeridiano per entare a vedere com’era..manco a dirlo, è stato emozionantissimo!aaaah tutte le cose che mi piacciono di più sono inglesi…c’è poco da fa! 🙂
    Questa è la mia visione della tower of London:
    http://www.sigmur.blogspot.it/1999/11/sigmur-and-london-tower_2717.html

  2. …e ‘sti sprazzi di Londra che mi fanno una voglia di tornarci… ormai son giorni che mi imbatto solo in Londra. ah, ci tornerò, per forza.
    ps. stupenda cit. dei testi studiati a forza per colpa della nostra prof. di inglese delle superiori. anche io, nonostante tutto, ricordo la torre e i boia con maggior affetto del momento in cui seppi che maria la sanguinaria era ammalata di tumore ma credeva di essere incinta per via del ‘latte’ (che non era latte) che le era comparso.. così, per rinfrescarti di annedoti che ci hanno ovviamente deviate XD non è solo colpa nostra, ecco! XD

  3. ps. aggiuntivo. i miei complimenti per la versione di Londra con Sigmur XD mi sono rotolata dal ridere…! sei bravissima AcidBetta 🙂

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