elettricità

seduta su una panca sento il tempo scandito. un due tre, un due tre. battiti di cuore.

Dritta e sicura sulle tue scarpette dalla punta di gesso.
Fasci di muscoli e nervi come cavi elettrici.
Veicoli corrente spandendola nell’abbraccio d’aria di un ventaglio.
Gli occhi fissi sul centro, dove ritornare sempre ad ogni piroetta.

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Leggera disinvolta sicura e insicura.
puoi volare. apri le braccia ed è come se fossi una tempesta.
Materia e antimateria, scivoli veloce sul linoleum come una goccia di mercurio fatta di mille palline che si ricompongono.

Guardi con occhi di sfida il mondo che ti fa paura e gli sorridi beffarda preparandoti a saltare.
Sommersa e immersa fra le luci che, come fossero impazzite, alternano ombre colorate sul mondo.

Non hai paura del mondo quando sei lì perché sai di poterlo stravolgere. Non hai paura perché il mondo non esiste.

Siete solo tu,
le tue scarpette con la punta di gesso,
e il tuo respiro irregolare che scandisce il tempo.
Un due tre, battiti di cuore.

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