la resa

Getta inerme le armi a terra.
la lama della spada risuona nel buio sulle piastrelle.
un caos di stridore e ceramica infranta.
butta la spada e strappa il mantello, sporco di sangue e di polvere.
la guerra è vinta, la guerra è persa.

chi se ne importa.

respira la terra spaccata sotto le suole impolverate,
la faccia sporca di sudore e terriccio.
sputa per dimenticare quel sapore di ferro che impasta la lingua.

non ha ucciso, ha ferito.
non è ferita, ha straziato.

rimane lì, a guardare il nulla fin dove arriva, dove non c’è più linea fra terra e cielo,
dove non c’è più niente.
E tu? La senti la voce del nulla? Puoi toccarla la resa?
Sventola una bandiera bianca nel cielo, dopo il temporale.
Non c’è ritardo ne anticipo dove non c’è il tempo.
C’è solo l’attesa e la resa ad essa.

E devi rendere il tempo perso, anche se non c’è tempo.
Capisci?

Butta le armi, ma poi le riprende.
La guerra contro il tempo non finisce ne oggi ne domani.
paziente aspetta, con gli occhi sull’infinito e la spada nel pugno.

IMG_3987

[la foto è pure vecchia che io di vacanze quest’anno non. diamine.]

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