cerchi

Vorrei scrivere precisamente cosa si prova a sentire il ghiaccio sciogliersi.
Quando il sangue riempie le vene arrogante e i muscoli indolenziti pulsano come se fosse improvvisamente primavera.

Ci sono cerchi. Tanti e tutti dorati che fluttuano nell’aria.
Ci sono cerchietti di seta che rotolano fra le dita.

Piove fuori?
Che ore sono?
Mi batte il cuore.

Non diamo nomi. Alle cose, alle situazioni, alle sensazioni.
Sono solo incontri, di occhi e di pulsazioni sotto pelle che fanno fremere i nervi.
Giochi di luce come guardare dentro un caleidoscopio.
Ombre morbide del pomeriggio, ombre assopite del mattino, ombre arroganti notturne.
Una luce soffusa a disegnare sagome di intrecci e preposizioni articolate di occhi negli occhi e salti.
nel nero e nel blu. nell’oltre.

Mi passi i cereali?
Vuoi dell’altro the?
Sei felice? Schifosamente.

La naturalezza.
Del camminare in mezzo alla folla senza sentire nemmeno un occhio addosso e.
Gli abbracci, quelli che a volte ci risparmiamo.
I sorrisi, quelli che a volte ci dimentichiamo.
Il sentirsi anormali sani. Parte di un puzzle imprevisto pieno di variabili impazzite e costanti solide come rimangono solidi i cereali nello yogurt a colazione.

Un brindisi. A cosa?
All’eterno entusiasmo.
Alza il bicchiere, cerca ogni sguardo, incroci le linee rette fino a farle diventare cerchi.

Percorri strade nuove, purché siano sempre un po’ in salita.
Senza perderti, anzi senza avere paura di perderti.
Ama, mangia, ridi, piangi, sogna, credi.
Vivi. Senza perdere tempo a far rimbalzare i “se” e i “ma” fra le mani.

Che ore sono? Butta gli orologi.
fermiamo il tempo e fermiamolo adesso, mentre il mondo ci aspetta fuori.
E lascia scivolare le ombre come i brutti sogni, come il tessuto scivola sul pavimento.

Porte del treno che si chiudono davanti a tenerezza rubata, a tempo scaduto, ma non finito.
Colazioni ad ora di pranzo intorno ad un tavolo, pranzi ad ora di cena, cena ad ora di.
Ma chissene importa?
Chiudi le porte.

Vattene. E poi torna.
E poi torno.
Un’altra volta. Infinita.

Non m’importa di cercare leggi di stabilità
Tolgo la sicura,
seguo la natura,
forse arriverà un tempo dove la diversità,
amore mio,
sarà l’unico modo per mostrare a tutti la felicità

 

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6 pensieri su “cerchi

  1. tre concetti chiave: ‘sangue che riempie le vene arrogante’, ‘butta gli orologi’, ‘la naturalezza’. Ed eccoti finalmente, ‘schifosamente felice’ 🙂 ed io con te.

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