Occhi di lince

Un esercito di farfalle,
riempiono i vuoti con l’eco del loro battito d’ali.
Giù fino in fondo allo stomaco.

Senti come si muove la vita,
fra le ossa e le viscere.

Mangiala.
Mangiala a morsi, la vita, come fosse una mela.

Fissa quegli occhi di lince,
nascosta dietro un cespuglio di ombre disegnate sul muro, dai contorni ben definiti. Sicure.

Movimenti lenti.
Brividi come fili d’acciaio, ricuciono ferite fra pelle e tessuto.
Ferite di una guerra che non ti ha vinto come pensavi, ma che hai schiacciato con la punta di una scarpa infangata.

Lecca ogni sensazione che sgorga dalle pupille splendenti nel buio,
tocca l’adrenalina con la punta delle dita.

E’ un temporale sotto pelle, nel buio di stanotte.
E’ come quando l’acqua scroscia e travolge. I sensi, le sinapsi, i nervi.
Trema.
La terra sotto i piedi e le viscere.
Trema.
E ossa che si inarcano, dentro la testa, fra le pagine, immerse nell’ombra come fosse schiuma di giorni. Come archi che si tendono e scagliano frecce.

Pioggia di cerchi dorati ti ricopre il viso,
mentre con le mani disegni seta increspata agli angoli.
I battiti saltano, come i vetrini impazziti di un caleidoscopio che si rimescolano in un’esplosione di colori.

Respira,
fa bruciare i polmoni di sospiri silenziosi.
E’ già domani.
E chissene importa.
Resta qui, ricomincia.

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3 pensieri su “Occhi di lince

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