Oceanomare

[che sta lì e ancora non ho letto, tra l’altro. è da criminali, me ne rendo conto.]

Tocco l’oceano, con la punta delle dita.
Sento le onde vibrare potenti e la schiuma sfrigolare, immergendo ogni cosa.
Lenta ma veloce.
Il tepore della sabbia sulla pelle, mentre il sole scende fino a tuffarsi nell’acqua.
L’aria morbida.
La luce che cambia poco a poco.
Nessun gabbiano, solo tu e il mare.

Tu, e quella calma apparente che nasconde un abisso pieno di meraviglie.
Ché non c’è ombra, senza luce.
Un abisso di bianchi e di neri, come una partita a scacchi.

Guardami.
Guardami Abisso, lasciami entrare fino a vederti in fondo.
Fino ad amarti in fondo, senza paura di annegare.

Lascio cadere tutto a terra.
Spogliami Abisso.
Con gli occhi e con le onde, fino a cullarmi e inghiottirmi.
E poi stringimi di schiuma e movimenti lenti.
Di quiete e di caos.
Fino a dove il cielo diventa mare, fino a dove il mare diventa cielo.

Chiudo la porta in faccia al mondo e intorno a me voglio solo acqua.
Intorno a me voglio solo Mare.
Voglio solo A.Mare.

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