ricordami di ricordare

e poi ci sono i ricordi.
che a volte basta un po’ d’acqua che scroscia da una fontana nel silenzio di un quartiere addormentato.
tutti quei sabato mattina a svegliarsi troppo presto per vederti, spesso controvoglia.

quel pomeriggio, su prati circostanti, di occhi scuri e stupidaggini. Quegli occhi aperti senza paura, i miei.
I ricordi sono il prezzo dolce amaro da pagare, si attaccano come un obbligo di rimembranza alle cose e ai luoghi. I ricordi si assopiscono, ma sono inevitabili.
Li vedo riflessi in quella fontana, in quel quartiere, di notte.
Di noi c’è rimasta la mia ombra riflessa su un marciapiede. I suoi occhi scuri e quei fottuti sabato mattina.

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