Brucaliffi di Nuvole

Mi capita sempre più spesso di camminare guardando il cielo.
Mi capita sempre più spesso di ritrovarmi a fissare le nuvole che si muovono veloci nell’azzurro.
Mi capita da sempre di cercarne la forma, delle nuvole.
Di vederci draghi o gatti, donne, uomini, guerre, fiori.

Era il 24 maggio del 2010 quando ho iniziato a leggerti. Sì, ti do del tu, scrivo direttamente a te e per te, che in quasi quattro anni mi hai insegnato a vedere Brucaliffi fra le nuvole.
Ieri camminavo nel parco quando mi sono ritrovata a guardare in alto ed eccolo lì.


Il Brucaliffo fra le nuvole, con tutti i suoi piedini, proprio come quello che avevi visto tu.
Forse sempre lo stesso.
Mi è bastato un attimo per ricordare le parole di quel post, in quel blog che ormai è accantonato.
Mi è bastato un attimo per tornare a quella sera in cui mi sono lanciata nel tuo mondo di meraviglie, travolta dal fiume di parole digitate. Delirante e spiazzante a volte.
E guardando tutti quei piedini ho visto quanta strada abbiamo calpestato, in quasi quattro anni.
Quante cose imparate, quante parole dette e non dette, scritte fra le righe e incise sul cuore.
Quanti regali. E non parlo di cose, parlo di attimi, di tempo, di sorrisi, di pezzi di vita.

Era il 24 maggio del 2010 quando imparavo a guardare il cielo e a leggere le nuvole.

Sono passati quasi quattro anni che, certo, potrebbero sembrare pochi, ma.
Ma io ora vedo i Brucaliffi nel cielo e ho capito come trovare me, trovando te.

Grazie, Gra.
Grazie, sempre.

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7 pensieri su “Brucaliffi di Nuvole

  1. mi piace tanto quando mi chiami con il mio vero nome.
    e ti amo.

    il brucaliffo l’ho visto prima di prendere un aereo.
    che mi stava portando via dal nulla . e mi stava portando di nuovo al tutto.
    non può essere una coincidenza.
    non credo nelle coincidenze, io.

    grazie bionda.
    per questi quattro anni e per i prossimi 444 che dovrai sopportarmi.

    ora basta. fai il biglietto che la depandance è quasi pronta e devi venire a sistemare i mobili della cucinaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

    • lo so benissimo che dovevi prendere un aereo, perché parlammo proprio della paura di prendere l’aereo.
      e c’era l’arancino gigante con gli stivali gialli.
      e tu fumavi.
      e io ti ho corteggiata.
      non te la cavi, con soli altri 444 anni ❤

      faccio il biglietto di sola andata appena mi dai il via u.u e col cacchio che dormo nella depandance, a me hai promesso la vasca da bagno. Lo sai che ci tengo. Stupida.

  2. Pingback: Chapati con spezzatino di carne speziata e patate – La Cucina Psicola(va)bile di Iaia & Maghetta Streghetta

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