Farfalle di pioggia

Quando il bello ti scoppia dentro è come una detonazione colorata su una tela bianca.
Tu vernice, io pennello. Il vento a spargere parole per ore e ore.
Quelle ore che corrono ma che non sembrano altro che un attimo.
Quelle ore che non ne hai mai abbastanza.
Voglio l’Irlanda, dicevo.
Con lo zaino sulle spalle e la faccia sporca di sorrisi, dicevi.

Sono sdraiata su un muretto e a testa in giù guardo il mare.
Ci sono i pescatori in silenzio e dall’altra parte ci sei tu che ridi.
E’ un po’ come stare in una bolla di sapone, solo più solida. Una bolla di sapone che sai che non scoppierà.
Sensazioni.
Tu chiamale se vuoi emozioni.

C’era la pioggia, quella notte, a ricordarci di essere svegli.
C’erano le tue braccia a tenermi stretta, mentre con i piedi di piombo calpestavamo nuvole morbide.
C’era il cuore che scoppia.
C’erano gli occhi, quelli scuri e pieni di luce.

Sento i pezzi che si ricompongono sotto la pelle, lenti e saldi. Sento le ferite chiudersi e le paure scivolare piano e lontano.
Se la felicità ha una faccia, assomiglia sicuramente alla tua.
Alla tua quando il sorriso accende tutte le luci di notte, come quelle che si vedono dal Gianicolo guardando laggiù.
Sento i pezzi che si riavvicinano come attratti da piccole calamite.
Li sento camminare e sbattere contro le pareti dello stomaco come pezzi di vetro ubriachi.

E poi ci sono io che cammino lenta lungo la strada che mi hai indicato.
E poi ci sei tu che cammini lenta, accanto a me.

 

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2 pensieri su “Farfalle di pioggia

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