Costruzioni

Non ho tempo.
O meglio: non mi basta.
Lavoro più della soglia del normale, non me ne vanto e non ne sono particolarmente felice.
Il tempo che rimane lo passo costruendo un papabile futuro che rincorro da un po’.
Si avvicina una nuova decade e io ho bisogno di fermarmi. Di avere un mio posto, un gatto e qualcuno a cui sorridere quando torna a casa.

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Shapes

Le forme.

Sono sempre stata attratta dalla forma delle nuvole, dei biscotti, della carta ritagliata, del pongo modellato.
Le forme hanno sempre avuto importanza tanto quanto i colori.
Cerco di darmi continuamente una forma, di plasmare una vita sulla traccia di un sogno nato a 15 anni, quando ho guardato giù dalla Cupola di S.Pietro e mi sono sentita di chiamare “casa” quel posto sconfinato che avevo davanti agli occhi.
L’ho seguito in silenzio per 10 lunghi lunghissimi anni, senza crederci troppo ma senza mai smettere di crederci.
Sono acqua, è difficile per me avere una forma precisa.
Mi chiudo in qualche recipiente, mi costruisco dighe, sbatto contro i bordi con una sola voglia: straripare.
Non mi è mai piaciuto arrendermi, nemmeno di fronte all’evidenza.
E’ per questo che, oggi, nonostante tutte le difficoltà sto ancora correndo incontro ai sogni.
Perché sono i sogni che ci rendono vivi e diversi da tutti gli altri, perché se ci crediamo allora niente è impossibile.

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Perdere il conto

Quando le onde si infrangono sugli scogli fanno un sacco di scalpore.
Il fragore di un’esplosione.
Un’esplosione di schiuma bianca che friccica e di blu infinito.
Scivolare, come sulla pietra di uno scoglio liscio e tiepido di sole, sulla pelle.

Pieghe morbide di  stoffa sotto una strada fatta di curve.
Curve da seguire a occhi chiusi, sotto la punta delle dita.

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Farfalle di pioggia

Quando il bello ti scoppia dentro è come una detonazione colorata su una tela bianca.
Tu vernice, io pennello. Il vento a spargere parole per ore e ore.
Quelle ore che corrono ma che non sembrano altro che un attimo.
Quelle ore che non ne hai mai abbastanza.
Voglio l’Irlanda, dicevo.
Con lo zaino sulle spalle e la faccia sporca di sorrisi, dicevi.

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