Things.

Scartabellando fra vecchie buste di documenti e cucchiaini ricoperti da uno strato di tempo e polvere mi sono resa conto di quanto inevitabilmente ci attacchiamo agli oggetti.

Io stessa sfoglio libri ricordando e conservo il tappo di quella birra che quasi nove mesi fa ci ha bagnato la gola, all’epoca troppo secca di emozione incontrollata.
Quando poi si parla di oggetti legati a persone che non ci sono più, il legame diventa ancora più forte. Ricordiamo i nostri nonni (amici, genitori e quant’altro) attraverso le loro cose. Attraverso quegli oggetti che ci hanno accompagnato fin dai primi passi.

Il corridoio ridipinto ora profuma di pulito, non c’è più la carta nei muri e io mi chiedo come erano i suoni e quali erano gli odori mentre tu, bambina, correvi lungo quel corridoio per andare a lavarti le manine nel bidet, perché per il lavandino eri ancora troppo piccola.
E mi chiedo io dove mi stavo lavando le manine, in quale bidet, nello stesso momento.
Non ho avuto la fortuna e l’occasione di conoscere questi signori e sto andando ad abitare nella loro casa. E mi chiedo se la parete “Alta marea” gli sarebbe piaciuta, o se avrebbero preferito il “Rosso corrida”. Forse penserebbero che siamo un po’ sfacciate a sporcare i muri o forse stanno solo sorridendo pensando che siamo ancora abbastanza giovani per contrastare l’odore di minestrina che inonda le scale del palazzo.

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A malincuore buttiamo qualche cosa di troppo vecchio e segnato dal tempo e ci prepariamo a cominciare una pagina bianca. Abbiamo matite e tempo. Abbiamo l’irriverenza di non comprare tavolini e posate pregiate, ma di ricomprare mille posate colorate ogni volta che se ne romperà una.

Abbiamo amore e voglia di scoprire come funziona.

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E sì, abbiamo anche cose vecchie e ce le teniamo strette.

Abbiamo un inizio, non serve altro.

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8 pensieri su “Things.

  1. Ricordare quello che c’era prima attraverso i tuoi occhi e le tue parola, mi ha riempito il cuore di gioia e gli occhi di lacrime.

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